Windmill, windmill for the land
16 Oct 2008

siviglia 2008 (95)
Se si ascolta l’intuito si risparmia tipo un sacco di tempo. L’intuito per me è quell’avanzo di istinto che ha preso la parte positiva della razionalità e si è ben nascosto dietro ai pensieri strutturati dell’essere umano.
È l’idea che si manifesta prima di iniziare a pensare, ed è lì il difficile dell’afferrarla: per afferrare bisogna pensare un minimo, e pensando si insabbia l’intuizione.
Arriva dall’osservazione inconscia dell’ambiente attravmerso i nostri sensi, e forse anche attravero altri sensi non conoscibili (quindi non dimostrabili).
Provate, guardando una persona che conoscete o meno, a dire non la prima cosa che vi viene in mente su di essa, ma la cosa che vi è venuta in mente mentre cercavate la prima cosa da dire.
Forse così ci si può arrivare. E nove volte su dieci arriverete alla vera realtà delle cose in una frase.

Impariamo ad usarla, diventeremo più veri.

Da quanto non si ferma?

24 Sep 2008

Da quanto è che tutto gira? Da quanto non ho tempo per veramente fermarmi a parlare? Ho veramente parlato tutte quelle volte che ho parlato a me stesso?

Vorrei scendere dal treno ogni tanto, sottrarmi alle regole del mondo tridimensionale.

È troppo un susseguirsi serrato di parole e immagini.. come si può pensare che un tizio, un essere umano qualsiasi, ci stia dietro? Una porta sul retro la devono avere pensata per forza dai.

Intanto, buonanotte.

Don’t you ever want to lie down, close your eyes and leave the ground?

19 Sep 2008

Località Piano Grande, 19/set/08

E per l’ennesima volta l’impressione, non più ignorabile, che le cose che stavo dicendo e a tratti rimproverando alla persona che avevo di fronte erano le cose che volevo dire a me m’a non trovavo il coraggio, il tempo, la voglia.

Pur di uscire usavano la persona lì davanti come uno specchio, si rimbalzavano ora su lui ora su lei, bussavano alla mia coscienza sorda, insistenti, ricordandomelo: fatti non foste per viver come bruti.

Tutti hanno il loro piccolo mondo solitario

17 Sep 2008

Meet me here
Meet me here, november eleven, come alone.

Tutti hanno, spero di non essere l’unico, un proprio mondo - dei propri momenti, in cui si è da soli.
Non parlo chiaramente dei momenti in cui ci si chiude in camera o si passeggia da soli, parlo di quando con la mente si fa in modo che tutto il resto non ci sia, forse si è davvero da soli o forse si è al supermercato, ma intorno, nella mente, sparisce tutto e a volte diventa proprio una pianura.

A me sembra di sognare, tipo. L’intorno diventa una pianura bianca, luminosa, a volte invece colorata, a volte solo le persone spariscono, e entro proprio in un altro pianeta Terra, se è un pianeta, con altri alberi, con altre corsi si supermercato, altre onde nell’acqua.

Nemmeno io sono più lo stesso.

(e il naufragar m’è dolce in questo mare)

12 Sep 2008

10.

No, 11. Valeva doppio.

Autumn leaves

31 Aug 2008

È arrivato l’autunno, anzi sta per arrivare tra 9 minuti ma in realtà è già arrivato. Si è seduto lì nel prato poco fa, l’atmosfera era intima ma comunque solenne.
Sarà un anticipo, ma come dice una mia amica, e come mi trovo ironicamente spesso a dire, finalmente agosto è finito. Non se ne può più di cambiamenti, bello l’inverno, un caminetto acceso e un film.

California I’m coming home.

28 Aug 2008

Non devo più commettere l’errore di spaventarmi per consigli e vite altrui, questo è il mio romanzo e la mia vita, simile e unico a tutti gli altri.
Con esiti fondamentalmente diversi. Tranquillo. Senti che bel rumore.

22 Aug 2008

scaletta trieste (1)

22 agosto: “non so cosa dire”

L’innamorato perpetuo
scrive la sua ultima lettera alla luna
dall’orizzonte degli eventi
fa l’elogio del peccato e del peccatore.

Scappare, scappare. Finirà questa cosa? A un certo punto si smette di scappare, ci si volta e si guarda quello da cui si sta scappando. Non che non ci abbia mai provato, tutt’altro: a volte il ragazzo realizza che a girarsi vedrebbe solo il mondo che ha sempre visto, e non un mostro di fumo nero che ti legge nella mente per determinare se sei buono o cattivo.

Ma corre il ragazzo, scappa per viali e librerie - evita sguardi e ne confonde altri, scappa dall’amore rifiutando quello che gibran ha sempre detto, di lasciarsi trafiggere dalla spada dell’amore anche se fa male.

Lui scappa. Il dolore, sebbene sia un processo naturale, spaventa e viene evitato dal ragazzo. Si volterà a guardarlo in faccia?