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Fai pure finta che qui ci sia scritto qualcosa, nel frattempo

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Verità dei lavori concettuali

Thursday, July 16th, 2009

E forse nache di altri tipi di lavori, ditemi voi se vi ci ritrovate.

“You know, when you have a program that does something really cool, and you wrote it from scratch, and it took a significant part of your life, you grow fond of it. When it’s finished, it feels like some kind of amorphous sculpture that you’ve created.

It has an abstract shape in your head that’s completely independent of its actual purpose. Elegant, simple, beautiful. Then, only a year later, after making dozens of pragmatic alterations to suit the people who use it, not only has your Venus- de-Milo lost both arms, she also has a giraffe’s head sticking out of her chest and a cherubic penis that squirts colored water into a plastic bucket.

The romance has become so painful that each day you struggle with an overwhelming urge to smash the fucking thing to pieces with a hammer.”

Traduco per i meno bilingui:

“Sai, quando hai un programma che fa cose veramente avanti, lo hai progettato da zero, ha coinvolto una certa porzione della tua esistenza, ti è proprio piaciuto. Quando lo hai finito, sembra quasi una scultura amorfa che hai creato.

Ha una forma astratta nella tua mente, che è completamente indipendente dallo scopo che ha. Elegante, semplice, bella. Poi, appena un anno dopo, dopo che sono state fatte dozzine di alterazioni pragmatiche per andare incontro a persone che lo usano, non solo la tua Venere di Milo ha perso entrambe le braccia, ha anche un collo di giraffa che le spunta dal petto e un pene da cherubino che spruzza acqua colorata in un secchio di plastica.

Il romanticismo è diventato così doloroso che ogni giorno lotti contro un devastante bisogno di distruggere quel c*zzo di coso a pezzi con un martello.”

Grazie Napolux

Minaccia

Sunday, December 7th, 2008

Fondotoce, 06/dic/08

[..]
Io mi sarei innamorata a sentirti parlare un’ora in più, a vederti un’ora in più, e avrei tenuto il mio amore lì per guardarlo nei momenti di merda – nelle nottate in cui ancora piango, per intenderci.
(Volevo giocare d’anticipo e scriverti tutto questo, sia chiaro, prima che tu scrivessi altro, perché mi illudo e spero a ragione che tu sia una persona che capisce ogni singola parola che io ho scritto fin nella più profonda essenza delle cose, e che capisce che non me ne frega niente se ti rivedo, l’importante è che ti ho visto quella sera, che tu sia un ricordo spaventosamente luminoso, che tu sia un essere umano che ha avuto un contatto vero con me, che io mi sia specchiata e non abbia voluto rubare alla donna che ti ama e che è amata nemmeno una briciola).
[..]

Francesca

Mia madre se contasse tutti i panni che ha lavato

Thursday, September 25th, 2008

Fondotoce, 07/set/08

uno da solo si può fare molto può fare la pipì può addormentarsi
può fischiare può svegliarsi
può prendere a sassate dei lampioni
può rompersi i coglioni
a non finire
può anche farsi a pezzi ed impazzire
ma uno con qualcuno che lo ama e che lo stima e che lo guarda con passione
può anche fare la rivoluzione