Incongruenza comunicativa: consiste nella trasmissione contemporanea di due messaggi contraddittori. Vi possono concorrere sia la comunicazione verbale sia non verbale, e sia la modalità digitale sia analogica. Quando c’è incongruenza la comunicazione non verbale prevale su quella verbale e si tende a dare maggiore credito agli aspetti analogici rispetto a quelli digitali, a meno che non ci sia una posizione di dipendenza. Quando c’è incongruenza fra gli indici non verbali gli elementi espressivi della voce sono più influenti dei segnali visivi. L’indice non verbale a cui si presta maggiore attenzione è la violazione della distanza interpersonale. La comunicazione incongruente fa perdere di credibilità al messaggio se l’interlocutore rileva la contraddizione; se l’interlocutore è in posizione di dipendenza e non può permettersi di accorgersi dell’incongruenza si può creare un disagio psichico perché il messaggio incongruente tende a veicolare una richiesta pragmatica contraddittoria. L’incongruenza può essere il risultato di un conflitto psichico o di un tentativo consapevole o inconsapevole di ingannare gli altri o se stessi.
Fa brutto mettere come prima cosa scritta dopo molto un qualcosa di non mio ma avrà pur un senso se vogio farlo – trovato sul sito di Paolo Attivissimo
Se si ascolta l’intuito si risparmia tipo un sacco di tempo. L’intuito per me è quell’avanzo di istinto che ha preso la parte positiva della razionalità e si è ben nascosto dietro ai pensieri strutturati dell’essere umano.
È l’idea che si manifesta prima di iniziare a pensare, ed è lì il difficile dell’afferrarla: per afferrare bisogna pensare un minimo, e pensando si insabbia l’intuizione.
Arriva dall’osservazione inconscia dell’ambiente attravmerso i nostri sensi, e forse anche attravero altri sensi non conoscibili (quindi non dimostrabili).
Provate, guardando una persona che conoscete o meno, a dire non la prima cosa che vi viene in mente su di essa, ma la cosa che vi è venuta in mente mentre cercavate la prima cosa da dire.
Forse così ci si può arrivare. E nove volte su dieci arriverete alla vera realtà delle cose in una frase.
C’è un sassolino che splende, ogni volta che salgo per la mia via.
A sapere che stiamo per perderli, li abbracceremmo così forte da non farli più scappare.
Chiedo sempre alla signora del bar un cappuccio con brioche al cioccolato, ciononostante lei tutti i giorni mi chieda cosa voglio.
Ogni volta che scherzo con i bambini che non conosco. E che conosco.
Cosa è un bacio? Dopo 12 anni non lo ho ancora capito.
Nell’ultimo anno ho avuto paura del ticchettio degli orologi,
Wish you were here, we’re just two lost souls swimmin’ in a fish bowl.
Ogni mattina mi chiedo perché sia così dura svegliarsi.
uno da solo si può fare molto può fare la pipì può addormentarsi
può fischiare può svegliarsi
può prendere a sassate dei lampioni
può rompersi i coglioni
a non finire
può anche farsi a pezzi ed impazzire
ma uno con qualcuno che lo ama e che lo stima e che lo guarda con passione
può anche fare la rivoluzione
Da quanto è che tutto gira? Da quanto non ho tempo per veramente fermarmi a parlare? Ho veramente parlato tutte quelle volte che ho parlato a me stesso?
Vorrei scendere dal treno ogni tanto, sottrarmi alle regole del mondo tridimensionale.
È troppo un susseguirsi serrato di parole e immagini.. come si può pensare che un tizio, un essere umano qualsiasi, ci stia dietro? Una porta sul retro la devono avere pensata per forza dai.
Intanto, buonanotte.
Don’t you ever want to lie down, close your eyes and leave the ground?
E per l’ennesima volta l’impressione, non più ignorabile, che le cose che stavo dicendo e a tratti rimproverando alla persona che avevo di fronte erano le cose che volevo dire a me m’a non trovavo il coraggio, il tempo, la voglia.
Pur di uscire usavano la persona lì davanti come uno specchio, si rimbalzavano ora su lui ora su lei, bussavano alla mia coscienza sorda, insistenti, ricordandomelo: fatti non foste per viver come bruti.
Tutti hanno, spero di non essere l’unico, un proprio mondo – dei propri momenti, in cui si è da soli.
Non parlo chiaramente dei momenti in cui ci si chiude in camera o si passeggia da soli, parlo di quando con la mente si fa in modo che tutto il resto non ci sia, forse si è davvero da soli o forse si è al supermercato, ma intorno, nella mente, sparisce tutto e a volte diventa proprio una pianura.
A me sembra di sognare, tipo. L’intorno diventa una pianura bianca, luminosa, a volte invece colorata, a volte solo le persone spariscono, e entro proprio in un altro pianeta Terra, se è un pianeta, con altri alberi, con altre corsi si supermercato, altre onde nell’acqua.
“And the wheels just keep on turning
The drummer begins to drum
I don't know which way I'm going
I don't know which way I've come” by Coldplay,Til Kingdom Come