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And, in the end we lie awake \ and in dream, we're making our escape

Shangai

December 1st, 2010

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bip bip bip

spegnetela

bip bip bip

ok si, sono io. vai. ce la puoi fare. che sonno.

che testa peso. che peso testa. ora ce la faccio. che occhio peso. che peso stomaco. sono mezza svestita, ok.

bip. sveglia. no,

non sveglia. cellulare, sveglia. no. sms. si. forse. no,

cellulare si scarico. non lo ho messo in camera. in carica. sono in camera non lo ho messo in carica il cellulare non era in caric- uff che peso. gira guarda ecco le 7. presto, le sette

dormo le sett- no peso. che fatica. che profumo strano. ora mi gi- no. capelli? davanti alla bocca capelli che sonn- uno. un uomo un maschio.
spè.
un uomo maschio sonno mattina non sono le 7 c’è troppo casino che sonno però. ecco ok un uomo in camera mi- no non è camera mia. nemmeno il maschio è mio. non ho maschi mi sa, dove cavolo mi sono addormentata? ero con gli altri e poi la discoteca, già è vero siamo anche a shangai tra l’altro, non sono a casa. e lui chi è? è grosso cavolo. cavolo cavolo cavolo.

cavolo cavolo cavolo.
cavolo cavolo cavolo.

cavolo cavolo cavolo.

se si sveglia cosa gli d.. ma è cinese? no non è cinese è troppo grosso. ma è grosso tanto a me non piacciono grossi. allora non mi piaceva o ero ubriaca. questo spiega la pesantezza. spiegherebbe la antezza.

e il fatto che sono svestita. e il fatto che sono le sette. non sono le sette ok
sono le 11.

come mai erano le sette? ok forse non vedevo. sospiro. chissà se stanotte.. mah. con questo qui? non lo vedo nemmeno bene in faccia. ha delle belle spalle però. ma è grasso. effettivamente grasso, sono grosse le spalle, non belle ma mi piacciono viste da qui. forse le ho viste dall’alto in discoteca, o fuori ma gli altri non mi hanno detto niente? cavolo mi sa che è brutto questo qui a vederlo in piedi, ma nel senso nemmeno affascinante nemmeno nel senso che è simp- ma non si sveglia? eppure un po’ mi sto muovendo. bella luce alla finestra bella temperatura si. era più ubriaco di me mi sa. che sonno. non proprio sonno ma insomma voglia di qualcosa di buono. ehe funziona sempre mi fa sorridere la signora del ferrero rocher.

le undici forse però è il caso di muovermi dai – mancano gonna calze scarpe borsa maglia basta credo evitiamo le calze come diceva quel libro di baricco è come ricaricare dopo un duello

va bene dai allora mi alzo non lo sveglio o forse lo sveglio vediamo uno due tre sposto un braccio cristo se pesi ups ho detto cristo no lo ho pensato bè se esiste legge nel pensiero e ha altri superpoteri

crisbio se pesi. vai vai gira gira esco con una gamba fortuna che fa una bella temperatura ups mi esce la mutanda spè spè spè spè ononnonn ok sono fuori devo solo spostare il bracc- dove cavolo abito poi

no, qui a shangai. che peso. casa mia ok sotto cresseglio però shangai non è sotto cresseglio mo’ non so nemmeno il cinese ah già

ah già

grazie, si, ho un biglietto scritto in cinese nella borsa con l’indirizzo. fiuu grazie taxi grazie umani grazie lori grazie braccio ti sposti ecco mi infilo nella gonna ups cado pfffffffff

pff
snr

non ridere forte ce la devi fare non sei ubriaca. guardalo dorme come un angioletto. dai non è brutto, è pienotto. sembra tipo .. quello lì. dai cosa ha fatto quel film in cui era un angelo. ma si dai, anche l’altro in cui sparava a qualcuno. lui si dai. un po’ meno bello ma lui.

ecco, borsa, tac, bigliettini… eccoli si vicino a sto coso cosa è sto coso scritto in cinese boh sarà di ieri sera, cellualare spegnamolo che se mi serve dopo niente male sta casa peccato che non la tritroverei più nemmeno se pregJOHN TRAVOLTA SI! sembra john travolta. ciao john travolta. dorme di bestia. chissà se gli ho lasciato il mio nome uff che capelli meglio legarli, mascara mascare non c’è ovvio dai no c’è bravo mascara. chissà cosa farebbe un uomo adesso, forse non avrebbe nemmeno guardato lo specchio tac. chiudi metti guarda ok vai bella casa tutta ikea, strano a shangai.

a posto, che sonno cazzo cazzo. va bene. grazie john travolta, è stato bello conoscerti forse o forse no bè dai è una bella giornata in una bella shangai no in fondo dai è sempre una bella giornata se la inizi con john travolta


Piccola luce in grande mondo

November 18th, 2010

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Parlare all’oggetto dell’ammirazione non funziona, non funzionerà mai, ma ci voglio provare.

Cosa possono fare, due occhi un naso una bocca. Un sorriso. Non parlo della romanticheria, non parlo nemmeno delle reazioni chimiche. Parlo di cosa può fare fare. Chilometri, soldi tempo, sogni soprattutto, tanti sogni. Il colore, la forma, la curva tra la tua fronte e il tuo naso. Vedere i denti, il viso rilassato in un sorriso rivolto a chi sta davanti (io).
Cosa è quella cosa che proverei? Che cerco di bere surrogata quando vedo le tue foto, le cerco nei vecchi hard disk e me le bevo dimenticandomi dove sono e cosa sto facendo. Cosa è? Bellezza? Riduzione di un qualcosa di grosso a una parola, poveri umani.

Il tuo corpo, a complemento del  viso e di quello che sei, principessa, vaga, sorridente nella mia mente.
Cosa è quello che vedo, comprendi come sarei a vederti ancora dal vero? Comprendi come sarei? Non lo so se tu puoi pensare a qualcuno, più bello di me credo – altrimenti saremmo nello stesso posto ora. Altrimenti non avremmo resistito come invece abbiamo fatto finora. Io, perché so cosa sono per te e non voglio diventare il perenne inseguitore che rischio di essere ogni volta.

Comprendi, ancora uno sforzo è necessario per capire, comprendi cosa vuole dire avere i miei occhi e vederti e immaginarti, questo devi capire, immaginarti, con tutto il sonoro del mondo fuori spento, immaginare quel sorriso in quel momento, incorniciato perfettamente, tutto il resto di un colore sfocato e irrilevante, ancora, improvvisarci in mezzo a un qualsiasi contesto, recuperare quel ricordo solitario e comunque poco rilevante, tuffarsi in quello che è, vedere il tuo sorriso come se mi avessi trovato sotto l’albero di natale, il tuo sorriso solo per me, volontariamente solo per me, e solo in quel momento, per sapere che già vederti è dirti addio un’altra volta, sopra tutte quelle cose ceh si assaporano di giorno, tutte quelle cose, che si chiamano cose. Lì saremmo veramente persone. Nella tua bellezza vivrei come persona, finalmente. Comprendi cosa vogliano dire quegli occhi, quei capelli, quei denti, quel naso, quelle labbra, quel viso, tu il tuo viso il tuo corpo quello che non sei e che sei, capisci cosa vuole dire finalmente vedere, in quella luce, in quel secondo, tu per me e io per te?

..

Se hai capito, spero che tu abbia capito, spero che tu sia nei miei occhi ora, a vedere te stessa. Se hai capito, ora finalmente, pensa cosa sarebbe mettere una mano su quella pelle, su quei capelli, vedere quegli occhi che si chiudono, pensa cosa sarebbe poter dire al mondo che cosa sta succedendo e sapere che il mondo non potrebbe capire, pensa cosa sarebbe quella mano, quel contatto e quegli occhi che si chiudono, pensalo. Sii lì, sii me. Sii l’inadeguatezza che sono, sii quello che mi manca per arrivare a te, il cuore, i km, la bellezza, tutto quello che manca. Cosa sarebbe il tuo occhio che si socchiude, e la tua bocca che si chiude sorridendo di nuovo, e la tua mano sulla mia. Cosa sarebbe perdersi in un buio che ridisegna i visi, una luna che entra dalla finestra, un colore che ci salverebbe, finalmente, entrambi, da tutte le paure dell’altro, dalle paure dell’esterno, non ci sarebbe più altro, non ci sarebbe più esterno, noi saremmo tutto, per quel momento, e poi di nuovo addio. Ma quel momento, quella bellezza, quello che ho sempre voluto, ovunque e sempre, sarebbe lì.

e poi, a perderci, il mondo.


The space between

October 12th, 2010

Fuco
ape
Fiore
nettare
Zucchero della vita
spargitore di profumi
Cacciatore di sogni
ragnatela
Miliardi di teste
occhi aperti
Cuore in mano
urlo di dolore
Voglia di correre
scollega la mente
Spogliati
calore
Lacrime
cerchio
Protezione
schiena nuda
Leccare
annusare
Ridere
fissare
Gioco
silenzio
Cuore dell’universo
regalami una stella
Basta che sia vicina a te.
speranza
Futuro
Mi è scesa una lacrima
sorriso
No davvero
anche a me
Stretta di mano
.. Davvero?

.

conta solo su te stesso
Guarda l’orizzonte.
non riesco a vedere
Allora chiudi gli occhi
fa male
Vieni più vicino
stringimi
Brividi
tremo
Ti proteggerò
niente dura per sempre
Ora è per sempre
non voglio il presente
Fuori dal tempo
fuori dalla realtà
Insieme
per mano
L’alba
rinasci
Insieme di nuovo
volontà
Guerra
lasciami vincere
Cosa mi darai
l’ultimo pezzo di cuore
La felicità
tienila cara
Lei può scappare
non ti ama
Non è vero
ma scappa
Non scapperò
ce la farai?
Stai con me
la lontananza
I giorni
non contarli
Vieni via con me
mi chiedi di lasciare tutto
Distesi come se fossimo sospesi
cado
Voliamo
solo con te
Il mondo fuori
restiamo dentro
[Oggi]
Baciami
ora sei mio
Ora sei mia
chi sei?
Quello che ti ha vista piangere
lo dirai al mondo?
Appoggiati al mio petto.
batte forte
Tutto ciò che posso
fa ancora più male
Cosa posso fare
pulirmi dentro
Dammi la tua notte
salvami e saranno tutte tue
Credi in me?

Lo voglio
lo voglio


Le regole dell’amore

October 10th, 2010

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Se ami lascia libero.
Se ami sii pronto ad abbandonare.
Se ami e vuoi essere felice, sii pronto ad abbandonare.
Ecco.
Sono pieno di massime sull’amore, capofila “l’amore non è possesso”.
L’amore è anche possesso, e può essere anche odio. Sono le massime sull’amore che non inquadrano veramente il discorso.
Il casino dell’amore, in molte sue forme, è che non ci sono le regole – le regole le ha messe chi ha la testa sulle spalle, ci è stato male tanto e a mia personale opinione vanno seguite, ma lo ho capito solo di recente:
Le regole dell’amore non spiegano cosa sia l’amore, ma come viverlo facendosi poco male e tanto bene.

Così, vuoi vivere un amore di possesso? È amore senza dubbio, ma farai male a te e a ciò che ami.
Così come per esempio l’amore per ricatto, l’amore per l’amore e tutte le varianti incontrabili (basta parlare con un chiunque per strada di suo ex partner).
Se ami e vuoi essere felice, sii pronto a perdere ma combatti con tutto ciò che hai. Tutto. Così sarai esausto, ma felice.
Pronto a perdere, ma combatti; ricordarmelo si.

Sensei

October 7th, 2010

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Ho la schiena appoggiata a un abete, sono alla biblioteca, sono venuto a fare una passeggiata prima di fare la spesa. Ma mi sono fermato subito, c’è della gente, 4 persone, che fanno Tai chi. Mi sono seduto qui a guardarli e in pochi minuti ho capito alcune cose molto importanti.

Quando si usa la parola ‘energia’ in maniera non scientifica, come sai a me si accendono molti campanelli nella testa. Limiti razionali, limiti che mi servono molto e mi hanno dato molte cose buone, e che in questo caso si accendono per parole usate a sproposito.

Pensavo fossero a sproposito, ma mentre lo guardavo e mentre alzo gli occhi a guardarli ora mi trovo a pensare a una parola, a sproposito e non per trasgressione, la parola è

risonanza

La hai usata a volte, e mi si accendevano i campanelli, ora invece la uso io; è un termine scientifico e qui di scientifico nn c’è nulla, eppure si, la ho usata e ho un po’ sorriso. Sono in risonanza con quei 4 e molte cose qui intorno :)

Pensavo di essere arrivato a conclusioni sensate negli ambiti spirituali, ma un discorso che mi ha fatto Paola alla cena mi ha scavato e forse ora mi ha perforato: i chakra, diceva e dicevi anice tu, non è che vadano capiti con libroni, dovrei piuttosto iniziare a vivermeli.

Vedevo e credo di vedere ancora l’etica come una questione razionale, ma non è solo così. La spiritualità, quell’energia (parola a sproposito ;) c’è eccome, e se non la si considera c’è lo stesso – chi la vede così ha tutto di guadagnato.

O la sensazione che stia iniziando un percorso qui, e per ora non so che altro aggiungere, se non che ti mando un bell’abbraccio. Grazie di tutto finora :)


Banale

May 26th, 2010

Vuoi farti le foto dall’alto per la profile pic? Falla. Falla, davvero. Fai le foto macro ai fiori, mettiti a scrivere con le k al posto delle c, metti l’esposizione a manetta mentre scatti la foto, così si vedranno solo gli occhi e sarai per forza carina.

Di che sei piacevolmente controverso, che ami tutti e lasci vivere tutti ma che ci sono certe persone che no nvanno bene, inventa eccezioni a regole. Vesti in maniera provocante, in un modo o nell’altro fingendo di esser unico. O ammetti anche di essere uniforme alla massa, per quello che vale. Ascoltale stesse ciose che ascoltano gli altri nel tuo gruppo, o viceversa cerca sempre delle cose che nessun altro ascolta almeno ti darai un tono.

O ancora, non ascoltare veramente niente o viceversa ascolta un po’ di tutto (un po’ di tutto = radio DJ) o sii musicista e ascolta sempre le stesse cose.

Scrivi poesie, o canzoni o entrambe le cose, datti un tono e fatti sentire, o rimani imprigionato nella tua timidezza, o non rendertene conto.

Togli la parola a chiunque non ti vada a genio. No, puoi anche cercare di rimanere in pace con tutti e potere andare in giro a testa alta. Magari davvero. O magari solo per finta, vivendo in un mondo dalle prospettive limitate in cui solo tu sei quella che ha capito tutto.

Ama tutti, senza distinzioni, davvero. O odia tutti. O collocati tra quelli che amano un po’ odiano un po’ e un po’ di altri così così. O vivi ancora nell’irrealtà di un mondo in cui tu hai ragione e gli altri hanno torto. Se no fai pure il contrario e cerca di mediare, cerca di capirti e autocriticarti.

Tanto qualcuno che deve dire che così non va bene lo troverai comunque.


I figli

February 17th, 2010

E improvvisamente realizzai che non volere figli, che è lo scopo primario istintivo della nostra vita, è tipico anzi può essere tipico di chi ha perso traccia del suo istinto e del suo scopo primario, rendersi immortale e donare amore.

Oppure è volere vivere per sè. Il che implica considerazioni sul male e sul bene mica da poco.

La regola che ne esce è semplice: fare qualcosa solo quando ce la si sente. Ascoltarsi.


Oren Lavie – Her Morning Elegance

October 29th, 2009

Sun been down for days
A pretty flower in a vase
A slipper by the fireplace
A cello lying in it’s case

Soon she’s down the stairs
Her morning elegance she wears
The sound of water makes her dream
Awoken by a cloud of steam
She pours a daydream in a cup
A spoon of sugar sweetens up

And She fights for her life
As she puts on her coat
And she fights for her life on the train
She looks at the rain
As it pours
And she fights for her life
As she goes in a store
With a thought she has caught
By a thread
She pays for the bread
And She goes…
Nobody knows

Sun been down for days
A winter melody she plays
The thunder makes her contemplate
She hears a noise behind the gate
Perhaps a letter with a dove
Perhaps a stranger she could love

And She fights for her life
As she puts on her coat
And she fights for her life on the train
She looks at the rain
As it pours
And she fights for her life
As she goes in a store
With a thought she has caught
By a thread
She pays for the bread
And She goes…
Nobody knows

And She fights for her life
As she puts on her coat
And she fights for her life on the train
She looks at the rain
As it pours
And she fights for her life
Where people are pleasently strange
And counting the change
And She goes…
Nobody knows

[Oren Lavie - Her Morning Elegance]


Equilibrio

September 29th, 2009

Non esiste il perfetto nel mondo cosiddetto reale, lo sappiamo. F = ma a parte per quei piccoli discostamenti che ci sono in ogni istanza fisica reale.

Ma allora come è possible l’equilibrio?

È un mondo tragicomicamente imperfetto, sfuggevole alle leggi pettinate della matematica filosofica imperante in biblioteca (wow la ho scritta davvero io?)

Nonstante ciò ci sono trottole che si reggono sulla punta, persone che trovano un equilibrio interiore, edifici che si reggono in piedi.

Gli equilibri teorici sono frutto di una forte equivalenza di forze contrapposte, o dall’assenza di queste.

Gli equilibri pratici, veri, la gioia, la morte, l’amore e le uova messe sulla punta più stretta su un piano inclinato, sono il frutto di una complessa e molto disordinata non equivalenza di imperfezioni, che passando dalla porta sul retro arrivano comunque qll’equilibrio, quello vero.

L’equilibrio, quello vero, è figlio di una sporca lotta tra imperfezioni che non si rosolve.


E se avevamo capito tutto?

July 28th, 2009

Un tuono mi ha svegliato, l’aria si fa più fresca e il vento inizia ad agitare gli alberi, si sentono già le gocce.

Che violenza, povera terra, il sesso è una cosa così poco romantica tra gli animali..

O anche tra la terra e il cielo. Apro un occhio, e se poi alla fine abbiamo davvero capito tutto? È ormai anni che agisco con il presupposto che la razza umana non abbia capito niente di niente, che sia tutto un rincorrere un concetto supremo di esistenza attraverso idee, opere di bene e genocidi.

Rincorrere un dirigibile con una bicicletta, senza saper andare in bicicletta (figuriamoci in dirigibile).

Se davvero avessimo capito tutto? I cristiani, per la precisione. Dio è un nonno eterno con la barba bianca, ha mandato suo figlio a salvarci dal peccato e un giorno ci giudicherà tutti, l’universo è una sua creazione e anche gli scienziati cmq ci hanno preso su tutto.

No seriamente, anche voi atei pensateci un attimo, va al di là della religione la cosa: se per un attimo pensiamo di essere davvero i fighi dell’universo, che le nostre menti non siano poi così piccole, che possiamo arrivare a comprendere Tutto e che ci stiamo arrivando?

Non sarebbe sconvolgente sapere che è così? Merda, si che lo sarebbe. Voilà, la realtà è reale ed è quella roba che dicevamo noi fin dall’inizio: atomi, evoluzione, Dio (cristiano) (ma piazzateci pure Shiva è sconvolgente comunque).

E se avevamo ragione noi?

E se avevamo capito tutto?