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Fai pure finta che qui ci sia scritto qualcosa, nel frattempo

Oren Lavie – Her Morning Elegance

October 29th, 2009

Sun been down for days
A pretty flower in a vase
A slipper by the fireplace
A cello lying in it’s case

Soon she’s down the stairs
Her morning elegance she wears
The sound of water makes her dream
Awoken by a cloud of steam
She pours a daydream in a cup
A spoon of sugar sweetens up

And She fights for her life
As she puts on her coat
And she fights for her life on the train
She looks at the rain
As it pours
And she fights for her life
As she goes in a store
With a thought she has caught
By a thread
She pays for the bread
And She goes…
Nobody knows

Sun been down for days
A winter melody she plays
The thunder makes her contemplate
She hears a noise behind the gate
Perhaps a letter with a dove
Perhaps a stranger she could love

And She fights for her life
As she puts on her coat
And she fights for her life on the train
She looks at the rain
As it pours
And she fights for her life
As she goes in a store
With a thought she has caught
By a thread
She pays for the bread
And She goes…
Nobody knows

And She fights for her life
As she puts on her coat
And she fights for her life on the train
She looks at the rain
As it pours
And she fights for her life
Where people are pleasently strange
And counting the change
And She goes…
Nobody knows

[Oren Lavie - Her Morning Elegance]


Equilibrio

September 29th, 2009

Non esiste il perfetto nel mondo cosiddetto reale, lo sappiamo. F = ma a parte per quei piccoli discostamenti che ci sono in ogni istanza fisica reale.

Ma allora come è possible l’equilibrio?

È un mondo tragicomicamente imperfetto, sfuggevole alle leggi pettinate della matematica filosofica imperante in biblioteca (wow la ho scritta davvero io?)

Nonstante ciò ci sono trottole che si reggono sulla punta, persone che trovano un equilibrio interiore, edifici che si reggono in piedi.

Gli equilibri teorici sono frutto di una forte equivalenza di forze contrapposte, o dall’assenza di queste.

Gli equilibri pratici, veri, la gioia, la morte, l’amore e le uova messe sulla punta più stretta su un piano inclinato, sono il frutto di una complessa e molto disordinata non equivalenza di imperfezioni, che passando dalla porta sul retro arrivano comunque qll’equilibrio, quello vero.

L’equilibrio, quello vero, è figlio di una sporca lotta tra imperfezioni che non si rosolve.


E se avevamo capito tutto?

July 28th, 2009

Un tuono mi ha svegliato, l’aria si fa più fresca e il vento inizia ad agitare gli alberi, si sentono già le gocce.

Che violenza, povera terra, il sesso è una cosa così poco romantica tra gli animali..

O anche tra la terra e il cielo. Apro un occhio, e se poi alla fine abbiamo davvero capito tutto? È ormai anni che agisco con il presupposto che la razza umana non abbia capito niente di niente, che sia tutto un rincorrere un concetto supremo di esistenza attraverso idee, opere di bene e genocidi.

Rincorrere un dirigibile con una bicicletta, senza saper andare in bicicletta (figuriamoci in dirigibile).

Se davvero avessimo capito tutto? I cristiani, per la precisione. Dio è un nonno eterno con la barba bianca, ha mandato suo figlio a salvarci dal peccato e un giorno ci giudicherà tutti, l’universo è una sua creazione e anche gli scienziati cmq ci hanno preso su tutto.

No seriamente, anche voi atei pensateci un attimo, va al di là della religione la cosa: se per un attimo pensiamo di essere davvero i fighi dell’universo, che le nostre menti non siano poi così piccole, che possiamo arrivare a comprendere Tutto e che ci stiamo arrivando?

Non sarebbe sconvolgente sapere che è così? Merda, si che lo sarebbe. Voilà, la realtà è reale ed è quella roba che dicevamo noi fin dall’inizio: atomi, evoluzione, Dio (cristiano) (ma piazzateci pure Shiva è sconvolgente comunque).

E se avevamo ragione noi?

E se avevamo capito tutto?