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And, in the end we lie awake \ and in dream, we're making our escape

Archive for the ‘inside’ Category

Cenotes/-1

Monday, December 12th, 2011

No, non ero un fan dei musei, non ero un fan delle mostre.

Si, la avrei seguita in capo al mondo, se mi avesse detto vieni con me. E un giorno me lo ha detto, ma sarebbe stato qualche ora dopo.

Fino a quel momento eravamo fuori da quel palazzo, grande e bello. Ci aveva sorpreso in mezzo alla strada. forse c’era anche prima, semplicemente non lo avevamo visto, semplicemente. Camminavamo per mano.

Camminavamo per
mano.

Ed ogni volta che la guardavo sorrideva. Come è bello quando tutto è così.
Non deve essere sempre tutto così per essere bello, affatto. Ma finché è così è sicuramente bello.

Ci siamo entrati in quel palazzo, anche a a me attirava, subdolo meccanismo. Non ci sarei entrato da solo, lei voleva e subito dopo lo ho voluto io, e non me ne sarei pentito.

Così come non mi sono mai pentito delle cose che ho fatto con te, semai mi sono pentito di quelle che ho fatto senza te.

Le immagini ci ruotavano intorno, erano sospese nel vuoto, con frasi scritte, con spazi divisi ma comunicanti. Ero in un sogno, lo avevo già imparato, notti prima, che con te nella mia mano io non ero più qui, ero in un sogno. Era inutile pensare di avere un peso, degli occhi, dei pensieri: eravamo un sogno, e in quel nonspazio nella nonluce prendevo contatto con la tua mano e la perdevo, imparavo a cercarti, tra immagini di guerra, miseria, industrie, riflessi di un mondo in cui eravamo dèi lontani, non mi ero mai sentito così lontano, e quindi non avevo mai capito così fortemente quelle immagini.

Non avevo paura di perderti, quanto era bello non avere paura, non avere peso, non avere colpe.

Non avere colpe.

Perderti, anche di pochi metri, e avere lo stesso la tranquillità che eri lì, nel nostro sogno. La bellezza di essere parte di una stessa realtà, il rallegrarsi di un’idiozia così semplice, in mezzo a immagini galleggianti. Mi hai spalancato, vedendo te guardavo quelle immagini, e non mi sarebbero mai entrate così.

Cenotes/4

Sunday, September 18th, 2011

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Ho fatto un sogno.
Ho fatto un sogno, eravamo noi due. Noi due, eravamo in un posto, se vogliamo chiamarlo così. Se era un posto era un posto lontanissimo, eravamo solo io e te, e intorno non c’era nessuno.

Le persone erano come alberi, sorridenti o imbronciate che fossero, erano uno sfondo. Pochi notavano la nostra presenza, e viaggiavamo. Ogni giorno ci spostavamo dove ci pareva, consapevoli che quello fosse un sogno. Ogni giorno insieme, ogni notte insieme, fino a credere di essere la stessa cosa, consapevoli che ci saremmo svegliati.

Ho fatto un sogno, e ogni notte ci stringevamo in un modo altrimenti impossibile, e ogni notte pensavo che sarebbe stata l’ultima notte della mia vita, così volevo averti ancora più vicina di così, anche se era impossibile, ogni notte in un posto diverso, ogni notte in un posto sempre più lontano.

Volevo che non sorgesse mai il sole, vivere in quel confuso e totale coinvolgimento della tua persona, vedere alla poca luce le linee che disegnavano il tuo sorriso.

Ho fatto un sogno che contava molte notti, e ogni notte, ogni notte, ci svegliavamo e ci stringevamo di più, e ogni notte te lo dicevo, che ti amavo. Ti dicevo

Ti amo

e poi il tuo nome. Tu sorridevi, tutte le notti, e dicevi che mi amavi anche tu, e dicevi il mio nome. Volevamo passare la vita assieme, se la vita era questa.

E poi ancora, ogni giorno e ogni notte, fino a non contarli più, provarli a scrivere sulla sabbia per vederli cancellati e per poter immaginare, sognare di nuovo, che quel giorno fosse sempre il primo, ad attendere un’altra notte in cui saremmo caduti l’uno dentro l’altra.

E una volta, forse l’ultima, l’ultimo risveglio, il tetto era un cielo con milioni di stelle, con la luna piena, su un letto sulla sabbia, lì si che avevo capito che era un sogno, e per quello avevo tanta paura, allora ti ho stretta ancora più forte e te lo ho detto un’altra volta, ma ormai le parole non sarebbero più bastate, come avrei potuto anche solo pensare che dirtelo fosse possibile? Quanto erano lontane le parole, il mondo, le persone, auto città lavori futuro, niente era più sensato, mentre tu dormivi con quel vento caldo. Nemmeno le lacrime mi salvarono.

Niente è più stato come prima, quando mi sono svegliato.

Cenotes/3

Thursday, September 8th, 2011

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Ti ho trovata tra tutte, e ti ho scelta per me.

- ti ho scelto tra tutti, perché tu sia per me

- e quando camminerò, tu camminerai con me

- e quando sorriderò, tu sorriderai in me
- e quando sarò solo e alzerò gli occhi al cielo
- saprò che il mio cielo è lo stesso che hai tu
- saprò che l’oceano, è lo stesso che hai tu
- e quando sarò sola e guarderò alla terra
- saprò che è la stessa terra che sostiene te
- saprò che è lo stesso sole che scalda te
- quando sarò solo e guarderò alla mia anima
- saprò che è la stessa anima che oggi ti parla
- saprò che è la stessa che oggi ti parla

- e quando tra poco torneremo tra la gente
- saremo come cielo e terra
- saremo vicini ovunque

- perché l’unica cosa che conta
- è che ora siamo qui
- è che qui siamo noi.

- é che non c’è altrove in cui vorrei essere
- non c’è altro momento che potrei desiderare
- nessun altro uomo che vorrei vicino
- nessun altra donna che vorrei amare
- nessun altro uomo che vorrei amare
- la mano di nessun altra vorrei tenere
- e nessun altro che possa tenere la mia mano

- io amo la tua forza
- amo il tuo piacere
- amo quello che sei
- amo il tuo amare
- amo la tua voce
- amo il tuo pensiero
- amo la tua anima

-
-

- e tutto farò perché quello che sento sia libertà per te che oggi sei mio
- e la la libertà per entrambi, sarà tutto quello che farò per te, che oggi sei mia
- perché il nostro cielo sia sempre anche mio
- perché la nostra terra sia sempre anche mia
- perché lo sia il nostro sole
- e il grande oceano che ora è qui per noi

- combatterò perché il mio passo sia sempre leggero nel tuo cuore
- affinché la mia allegria sia sempre sincera nel tuo cuore
- le nostre menti
- i nostri cuori
- i nostri corpi
Siano sempre liberi

io, _, prendo te __ come mio unico amore, oggi e qui. Nella mia mente, nel mio cuore e sulla mia pelle ci sei solo tu

- tutto ciò che ho sempre voluto
- tutto ciò di cui ho sempre avuto bisogno
- è qui tra le mie mani

- le parole sono totalmente superflue
- possono solamente ferire

- e ora che abbiamo lo detto
- amiamoci nel silenzio.

Cenotes/2

Sunday, May 15th, 2011

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Camminare pochi passi dietro di te.
Accorgersi che come nessun altro momento, quel momento non tornerà.
Bere di un cielo enorme, con un sapore che non ha niente di casa.
Sentire il peso che affonda nel terreno, come volesse rubarmi un po’ di anima.

Lontani

Lontanissimi

Nemmeno oltre le nuvole e l’oceano c’è una casa

Quando casa è qui.
Ti ho attesa un tempo infinito, le stelle no segnavano più la notte, il navigante era sperso.
Attesa è stato il mio nome, quando il tempo non si contava.

E ora non voglio più prima e dopo, solo questo spettacolo una volta e per sempre, i passi davanti ai miei, il tuo vestito leggero.

Mia rosa, musa, mistero e desiderio. Da pensare se sto veramente vivendo, se questa cosa che ho intorno sono veramente io.

Finchè l’oceano, unica musica, accarezzerà i nostri piedi, noi metà in quello che alcuni chiamano mondo, metà in quello che voglio chiamare cuore, perché oceano è ciò che non si può capire. Oceano è ciò che divide e contiene.

Chiudo i gomiti dietro la tua schiena, il tuo peso irrompe nel mio cuore.

I’m kissing you wide [..] I’m in luck

Piccola luce in grande mondo

Thursday, November 18th, 2010

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Parlare all’oggetto dell’ammirazione non funziona, non funzionerà mai, ma ci voglio provare.

Cosa possono fare, due occhi un naso una bocca. Un sorriso. Non parlo della romanticheria, non parlo nemmeno delle reazioni chimiche. Parlo di cosa può fare fare. Chilometri, soldi tempo, sogni soprattutto, tanti sogni. Il colore, la forma, la curva tra la tua fronte e il tuo naso. Vedere i denti, il viso rilassato in un sorriso rivolto a chi sta davanti (io).
Cosa è quella cosa che proverei? Che cerco di bere surrogata quando vedo le tue foto, le cerco nei vecchi hard disk e me le bevo dimenticandomi dove sono e cosa sto facendo. Cosa è? Bellezza? Riduzione di un qualcosa di grosso a una parola, poveri umani.

Il tuo corpo, a complemento del  viso e di quello che sei, principessa, vaga, sorridente nella mia mente.
Cosa è quello che vedo, comprendi come sarei a vederti ancora dal vero? Comprendi come sarei? Non lo so se tu puoi pensare a qualcuno, più bello di me credo – altrimenti saremmo nello stesso posto ora. Altrimenti non avremmo resistito come invece abbiamo fatto finora. Io, perché so cosa sono per te e non voglio diventare il perenne inseguitore che rischio di essere ogni volta.

Comprendi, ancora uno sforzo è necessario per capire, comprendi cosa vuole dire avere i miei occhi e vederti e immaginarti, questo devi capire, immaginarti, con tutto il sonoro del mondo fuori spento, immaginare quel sorriso in quel momento, incorniciato perfettamente, tutto il resto di un colore sfocato e irrilevante, ancora, improvvisarci in mezzo a un qualsiasi contesto, recuperare quel ricordo solitario e comunque poco rilevante, tuffarsi in quello che è, vedere il tuo sorriso come se mi avessi trovato sotto l’albero di natale, il tuo sorriso solo per me, volontariamente solo per me, e solo in quel momento, per sapere che già vederti è dirti addio un’altra volta, sopra tutte quelle cose ceh si assaporano di giorno, tutte quelle cose, che si chiamano cose. Lì saremmo veramente persone. Nella tua bellezza vivrei come persona, finalmente. Comprendi cosa vogliano dire quegli occhi, quei capelli, quei denti, quel naso, quelle labbra, quel viso, tu il tuo viso il tuo corpo quello che non sei e che sei, capisci cosa vuole dire finalmente vedere, in quella luce, in quel secondo, tu per me e io per te?

..

Se hai capito, spero che tu abbia capito, spero che tu sia nei miei occhi ora, a vedere te stessa. Se hai capito, ora finalmente, pensa cosa sarebbe mettere una mano su quella pelle, su quei capelli, vedere quegli occhi che si chiudono, pensa cosa sarebbe poter dire al mondo che cosa sta succedendo e sapere che il mondo non potrebbe capire, pensa cosa sarebbe quella mano, quel contatto e quegli occhi che si chiudono, pensalo. Sii lì, sii me. Sii l’inadeguatezza che sono, sii quello che mi manca per arrivare a te, il cuore, i km, la bellezza, tutto quello che manca. Cosa sarebbe il tuo occhio che si socchiude, e la tua bocca che si chiude sorridendo di nuovo, e la tua mano sulla mia. Cosa sarebbe perdersi in un buio che ridisegna i visi, una luna che entra dalla finestra, un colore che ci salverebbe, finalmente, entrambi, da tutte le paure dell’altro, dalle paure dell’esterno, non ci sarebbe più altro, non ci sarebbe più esterno, noi saremmo tutto, per quel momento, e poi di nuovo addio. Ma quel momento, quella bellezza, quello che ho sempre voluto, ovunque e sempre, sarebbe lì.

e poi, a perderci, il mondo.

The space between

Tuesday, October 12th, 2010

Fuco
ape
Fiore
nettare
Zucchero della vita
spargitore di profumi
Cacciatore di sogni
ragnatela
Miliardi di teste
occhi aperti
Cuore in mano
urlo di dolore
Voglia di correre
scollega la mente
Spogliati
calore
Lacrime
cerchio
Protezione
schiena nuda
Leccare
annusare
Ridere
fissare
Gioco
silenzio
Cuore dell’universo
regalami una stella
Basta che sia vicina a te.
speranza
Futuro
Mi è scesa una lacrima
sorriso
No davvero
anche a me
Stretta di mano
.. Davvero?

.

conta solo su te stesso
Guarda l’orizzonte.
non riesco a vedere
Allora chiudi gli occhi
fa male
Vieni più vicino
stringimi
Brividi
tremo
Ti proteggerò
niente dura per sempre
Ora è per sempre
non voglio il presente
Fuori dal tempo
fuori dalla realtà
Insieme
per mano
L’alba
rinasci
Insieme di nuovo
volontà
Guerra
lasciami vincere
Cosa mi darai
l’ultimo pezzo di cuore
La felicità
tienila cara
Lei può scappare
non ti ama
Non è vero
ma scappa
Non scapperò
ce la farai?
Stai con me
la lontananza
I giorni
non contarli
Vieni via con me
mi chiedi di lasciare tutto
Distesi come se fossimo sospesi
cado
Voliamo
solo con te
Il mondo fuori
restiamo dentro
[Oggi]
Baciami
ora sei mio
Ora sei mia
chi sei?
Quello che ti ha vista piangere
lo dirai al mondo?
Appoggiati al mio petto.
batte forte
Tutto ciò che posso
fa ancora più male
Cosa posso fare
pulirmi dentro
Dammi la tua notte
salvami e saranno tutte tue
Credi in me?

Lo voglio
lo voglio

Le regole dell’amore

Sunday, October 10th, 2010

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Se ami lascia libero.
Se ami sii pronto ad abbandonare.
Se ami e vuoi essere felice, sii pronto ad abbandonare.
Ecco.
Sono pieno di massime sull’amore, capofila “l’amore non è possesso”.
L’amore è anche possesso, e può essere anche odio. Sono le massime sull’amore che non inquadrano veramente il discorso.
Il casino dell’amore, in molte sue forme, è che non ci sono le regole – le regole le ha messe chi ha la testa sulle spalle, ci è stato male tanto e a mia personale opinione vanno seguite, ma lo ho capito solo di recente:
Le regole dell’amore non spiegano cosa sia l’amore, ma come viverlo facendosi poco male e tanto bene.

Così, vuoi vivere un amore di possesso? È amore senza dubbio, ma farai male a te e a ciò che ami.
Così come per esempio l’amore per ricatto, l’amore per l’amore e tutte le varianti incontrabili (basta parlare con un chiunque per strada di suo ex partner).
Se ami e vuoi essere felice, sii pronto a perdere ma combatti con tutto ciò che hai. Tutto. Così sarai esausto, ma felice.
Pronto a perdere, ma combatti; ricordarmelo si.

Sensei

Thursday, October 7th, 2010

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Ho la schiena appoggiata a un abete, sono alla biblioteca, sono venuto a fare una passeggiata prima di fare la spesa. Ma mi sono fermato subito, c’è della gente, 4 persone, che fanno Tai chi. Mi sono seduto qui a guardarli e in pochi minuti ho capito alcune cose molto importanti.

Quando si usa la parola ‘energia’ in maniera non scientifica, come sai a me si accendono molti campanelli nella testa. Limiti razionali, limiti che mi servono molto e mi hanno dato molte cose buone, e che in questo caso si accendono per parole usate a sproposito.

Pensavo fossero a sproposito, ma mentre lo guardavo e mentre alzo gli occhi a guardarli ora mi trovo a pensare a una parola, a sproposito e non per trasgressione, la parola è

risonanza

La hai usata a volte, e mi si accendevano i campanelli, ora invece la uso io; è un termine scientifico e qui di scientifico nn c’è nulla, eppure si, la ho usata e ho un po’ sorriso. Sono in risonanza con quei 4 e molte cose qui intorno :)

Pensavo di essere arrivato a conclusioni sensate negli ambiti spirituali, ma un discorso che mi ha fatto Paola alla cena mi ha scavato e forse ora mi ha perforato: i chakra, diceva e dicevi anice tu, non è che vadano capiti con libroni, dovrei piuttosto iniziare a vivermeli.

Vedevo e credo di vedere ancora l’etica come una questione razionale, ma non è solo così. La spiritualità, quell’energia (parola a sproposito ;) c’è eccome, e se non la si considera c’è lo stesso – chi la vede così ha tutto di guadagnato.

O la sensazione che stia iniziando un percorso qui, e per ora non so che altro aggiungere, se non che ti mando un bell’abbraccio. Grazie di tutto finora :)

E se avevamo capito tutto?

Tuesday, July 28th, 2009

Un tuono mi ha svegliato, l’aria si fa più fresca e il vento inizia ad agitare gli alberi, si sentono già le gocce.

Che violenza, povera terra, il sesso è una cosa così poco romantica tra gli animali..

O anche tra la terra e il cielo. Apro un occhio, e se poi alla fine abbiamo davvero capito tutto? È ormai anni che agisco con il presupposto che la razza umana non abbia capito niente di niente, che sia tutto un rincorrere un concetto supremo di esistenza attraverso idee, opere di bene e genocidi.

Rincorrere un dirigibile con una bicicletta, senza saper andare in bicicletta (figuriamoci in dirigibile).

Se davvero avessimo capito tutto? I cristiani, per la precisione. Dio è un nonno eterno con la barba bianca, ha mandato suo figlio a salvarci dal peccato e un giorno ci giudicherà tutti, l’universo è una sua creazione e anche gli scienziati cmq ci hanno preso su tutto.

No seriamente, anche voi atei pensateci un attimo, va al di là della religione la cosa: se per un attimo pensiamo di essere davvero i fighi dell’universo, che le nostre menti non siano poi così piccole, che possiamo arrivare a comprendere Tutto e che ci stiamo arrivando?

Non sarebbe sconvolgente sapere che è così? Merda, si che lo sarebbe. Voilà, la realtà è reale ed è quella roba che dicevamo noi fin dall’inizio: atomi, evoluzione, Dio (cristiano) (ma piazzateci pure Shiva è sconvolgente comunque).

E se avevamo ragione noi?

E se avevamo capito tutto?

Amalgama

Sunday, July 19th, 2009

Mentre li vivi i momenti sono così semplici, una successione omogenea di.. Cose? Una cosa spontanea, fluida e tanto elementare da non essere spiegabile. Una semplicità disastrosa e disarmante.

Poi passano però i momenti, e per il sistema planetario in cui siamo inseriti non funzionano più nello stesso modo: diventano ricordi, anzi diventano un casino per la precisione. Analisi, ricordi, cose, suoni, pezzi scomposti, che mentre vivevi dicevi sciallo, tutto qui.

Un dualismo notevole: oggi una torta, domani una ricetta con note e commenti a piè di pagina che la rendono effettivamente un casino, da pagarci psicologi notai avvocati e da chiedere consiglio agli amici.

Viviamo va’, che è giá tardi.