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Fai pure finta che qui ci sia scritto qualcosa, nel frattempo

Archive for the ‘being in 3D’ Category

Banale

Wednesday, May 26th, 2010

Vuoi farti le foto dall’alto per la profile pic? Falla. Falla, davvero. Fai le foto macro ai fiori, mettiti a scrivere con le k al posto delle c, metti l’esposizione a manetta mentre scatti la foto, così si vedranno solo gli occhi e sarai per forza carina.

Di che sei piacevolmente controverso, che ami tutti e lasci vivere tutti ma che ci sono certe persone che no nvanno bene, inventa eccezioni a regole. Vesti in maniera provocante, in un modo o nell’altro fingendo di esser unico. O ammetti anche di essere uniforme alla massa, per quello che vale. Ascoltale stesse ciose che ascoltano gli altri nel tuo gruppo, o viceversa cerca sempre delle cose che nessun altro ascolta almeno ti darai un tono.

O ancora, non ascoltare veramente niente o viceversa ascolta un po’ di tutto (un po’ di tutto = radio DJ) o sii musicista e ascolta sempre le stesse cose.

Scrivi poesie, o canzoni o entrambe le cose, datti un tono e fatti sentire, o rimani impreigionato nella tua timidezza, o non rendertene conto.

Togli la parola a chiunque non ti vada a genio. No, puoi anche cercare d irimanere in pace con tutti e potere nadare in giro a testa alta. Magari davvero. O magar isolo per finta, vivendo in un mondo dalle prospettive limitate in cui solo tu sei quella che ha capito tutto.

Ama tutti, senza distinzioni, davvero. O odia tutti. O collocati tra quelli che amano un po’ odiano un po’ e un po’ di altir così così. O vivi ancora nell’irrealtà di un mondo in cui tu hai ragione e gli latri hanno torno. Se no fai pure il contrario e cerca id mediare, cerca di capirti e autocriticarti.

Tanto qualcuno che deve dire che così non va bene lo troverai comunque.

I figli

Wednesday, February 17th, 2010

E improvvisamente realizzai che non volere figli, che è lo scopo primario istintivo della nostra vita, è tipico anzi può essere tipico di chi ha perso traccia del suo istinto e del suo scopo primario, rendersi immortale e donare amore.

Oppure è volere vivere per sè. Il che implica considerazioni sul male e sul bene mica da poco.

La regola che ne esce è semplice: fare qualcosa solo quando ce la si sente. Ascoltarsi.

Equilibrio

Tuesday, September 29th, 2009

Non esiste il perfetto nel mondo cosiddetto reale, lo sappiamo. F = ma a parte per quei piccoli discostamenti che ci sono in ogni istanza fisica reale.

Ma allora come è possible l’equilibrio?

È un mondo tragicomicamente imperfetto, sfuggevole alle leggi pettinate della matematica filosofica imperante in biblioteca (wow la ho scritta davvero io?)

Nonstante ciò ci sono trottole che si reggono sulla punta, persone che trovano un equilibrio interiore, edifici che si reggono in piedi.

Gli equilibri teorici sono frutto di una forte equivalenza di forze contrapposte, o dall’assenza di queste.

Gli equilibri pratici, veri, la gioia, la morte, l’amore e le uova messe sulla punta più stretta su un piano inclinato, sono il frutto di una complessa e molto disordinata non equivalenza di imperfezioni, che passando dalla porta sul retro arrivano comunque qll’equilibrio, quello vero.

L’equilibrio, quello vero, è figlio di una sporca lotta tra imperfezioni che non si rosolve.